Il Vegvisir

[ENGLISH BELOW] Il Vegvísir è un antico glifo islandese ritrovato nel manoscritto di Huld, scritto probabilmente intorno alla seconda parte del 1800.

L'etimologia della parola significa "segnavia": Veg deriva da Vegur che significa "strada/sentiero" e "Vísir" significa "guida".
Nel manoscritto di Huld insieme al Vegvisir viene ritrovata questa frase , che fa pensare ancora di più al suo significato di guida:

«Beri maður stafi þessa á sér villist maður ekki í hríðum né vondu veðri þó ókunnugur sá»

«Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta»

Il Vegvisir da sempre viene associato all'epoca Vichinga (epoca che si intende documentata da intorno la fine del VIII secolo al XI secolo) la credenza vuole che i Vichinghi portassero con sé questa simbologia magica incisa sulle navi, elmi e scudi , come amuleto di protezione, quando però non vi è alcuna prova certa o ritrovamento storico che associa il Vegvisir all'epoca vichinga, quasi che potrebbero non averlo mai conosciuto.

Tuttavia , si pensa che il ritrovamento del Vegvisir nel manoscritto di Huld sia una copia presa da varie fonti sicuramente più antiche ma non antecedenti al 1600 , in quanto anche altri manoscritti antichi riportano le stesse ed altre simbologie simili. Il Galdrabók ad esempio, un antico manoscritto islandese risalente al XVII secolo dove conteneva un vero e proprio grimorio con incantesimi e doghe il quale fu compilato da più di una persona.

Nel Galdraskræða Skugga pubblicato nel 1940 vi è una raffigurazione del Vegvisir incluso in un cerchio e con una modifica rispetto a quello presente nel Manoscritto di Huld.
Successivamente anche nella traduzione del Galdrabók, The Galdrabók - An Icelandic Grimoire di Stephen Flowers del 1989 (ripubblicato nel 2005), viene riportata una versione modificata del Vegvísir del manoscritto di Huld (non presente nel Galdrabók originale) e con inesattezze seppur successivamente ripubblicato e aggiornato.
Intorno al 1903 Ólafur Davíðsson è stato il primo a studiare il Vegvísir all'interno del suo saggio trasmettendo tuttavia errori di traduzione e modifiche al simbolo originale.
Ad oggi purtroppo per colpa di inesattezze , semplificazioni, modifiche e traduzioni trasmesse con errori ci sono diverse versioni non corrette di questa simbologia, anche la recente attribuzione di bussola al Vegvisir è inesatta.

Intorno a questo simbolo gira da sempre molta curiosità e mistero , affascinati dal suo significato ancora oggi non del tutto svelato.

The Vegvísir is an ancient Icelandic glyph found in Huld's manuscript, written probably around the second half of the 1800s.

The etymology of the word means "trail": Veg derives from Vegur which means "road / path" and "Vísir" means "guide".
In Huld's manuscript together with Vegvisir this sentence is found, which makes one think even more of its meaning as a guide:

"Beri maður stafi þessa á sér villist maður ekki í hríðum né vondu veðri þó ókunnugur sá"

"If someone carries this symbol with him, he will never lose his way in the storm or in bad weather, even if he takes a road unknown to him"

The Vegvisir has always been associated with the Viking Age (an era that is documented from around the end of the 8th century to the 11th century), the belief holds that the Vikings brought with them this magical symbolism engraved on ships, helmets and shields, as an amulet of protection, however, when there is no certain evidence or historical finding that associates Vegvisir with the Viking age.

However, it is thought that the discovery of Vegvisir in Huld's manuscript is a copy taken from various sources certainly older but not before 1600, as other ancient manuscripts also report the same and other similar symbologies. The Galdrabók for example, an ancient Icelandic manuscript dating from the seventeenth century where it contained a veritable grimoire with spells and staves which was compiled by more than one person.

In the Galdraskræða Skugga published in 1940 there is a representation of the Vegvisir included in a circle and with a modification with respect to that present in Huld's Manuscript.
Subsequently also in the translation of the Galdrabók, The Galdrabók - An Icelandic Grimoire by Stephen Flowers of 1989 (republished in 2005), a modified version of the Vegvísir of Huld's manuscript is reported (not present in the original Galdrabók) and with inaccuracies albeit later republished and updated .
Around 1903, Ólafur Davíðsson was the first to study the Vegvísir within his essay, transmitting translation errors and changes to the original symbol.
To date, unfortunately due to inaccuracies, simplifications, modifications and translations transmitted with errors, there are several incorrect versions of this symbology, even the recent attribution of a compass to Vegvisir is inaccurate.

A lot of curiosity and mystery has always revolved around this symbol, fascinated by its meaning, still not fully revealed today.